History - Settimana Santa Delia

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Passion and Tradition from 1755
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L'Associazione
 
 
 
 
     LA STORIA

     Quando si parla di Settimana Santa, in qualsiasi angolo della Sicilia, anche il più sperduto, si parla di un’imprecisata tradizione ultracentenaria. Non è così a Delia dove una certosina azione di studio ha permesso di stabilire una data certa, un preciso momento storico in cui la tradizione non nasce ma era già presente e radicata.
     È il 1755 quando il signor Melchiorre Gulizia, nel suo testamento, lasciò "15 gunzi" (onze) in supplemento della spesa che vi vorrà per la fabbrica della nuova statua del Santissimo Salvatore della 'Giunta' (adesso noto come "Incontro") che si suole fare la Domenica di Pasqua di Resurrezione". L'attaccamento e la devozione del signor Gulizia testimonierebbe l'esistenza e il radicamento della tradizione già da anni, decenni addietro ma, senza altri documenti attualmente in possesso, si può parlare con assoluta certezza di una tradizione risalente per lo meno al 1755.
     I riti della Settimana Santa a Delia fondono in un unicum indissolubile religione, folklore, pietà popolare grazie all’intreccio di processioni, rappresentazioni sacro – folkloristiche, momenti liturgici.
     L’Associazione Settimana Santa, in particolare, si occupa in prima persona delle rappresentazioni mentre le processioni del Venerdì Santo dell’Urna, di San Giovanni e dell’Addolorata e l’Incontro nel giorno di Pasqua tra i simulacri di Gesù Risorto (Santu Sarbaturi) e la Madonna vengono realizzati grazie alla collaborazione dei rispettivi comitati di portatori e portatrici.
     Come detto prima, quella della Settimana Santa a Delia è una tradizione che vanta oltre 260 anni di vita ed è entrata prepotentemente nella vita della gente deliana. L’aspetto recitativo, il cosiddetto “Mortorio” è ispirato al testo “Il riscatto di Adamo” dell’Orioles. Si tratta di un testo molto diffuso in Sicilia e che a Delia negli anni è stato innovato dalla gente del luogo e in particolar modo nella seconda metà dell’Ottocento dal Prof. Calogero Ferrara. Che questa tradizione sia profondamente radicata lo dimostra anche il fatto che molte frasi del testo teatrale sono entrate nell’uso comune della gente deliana affiancando antichi proverbi della saggezza popolare.
     E’ noto che il “Mortorio” veniva realizzato in maniera discontinua, ogni tre/quattro anni, ma dagli anni ‘60, grazie alla nascita del “Comitato Pro Mortorio e Settimana Santa”, oltre a un’organizzazione stabile, la tradizione pasquale deliana ha assunto una distribuzione del programma più omogenea. Infatti, se in passato le scene venivano rappresentata in un’unica serata, dalle 19 circa fino all’alba e venivano portati in scena i vari momenti della Passione di Cristo partendo dall’ingresso a Gerusalemme e finendo con la Deposizione dalla croce, adesso le rappresentazioni abbracciano l’intera Settimana Santa. Merito del “Comitato Pro Mortorio e Settimana Santa”, nato il primo maggio 1960 per iniziativa e volontà di un gruppo di martorianti capitanati dal Prof. Pasquale Caramanna e da Calogero Talluto, che regolarizzarono e stabilizzarono l’antica e sempre viva tradizione pasquale. Dai locali al chiuso adibiti a teatro nella notte del “Mortorio” si uscì per strada. Centro dell’universo pasquale deliano divenne la Piazza Madrice ma va detto che la festa abbraccia, anche attraverso le processioni, l’intero suolo deliano.
     Dopo la morte del Prof. Caramanna e il traghettamento annuale per mano di Natale Noto, nel 2011 la Pasqua deliana ha subito un cambiamento epocale. Dal “Comitato Pro Mortorio e Settimana Santa” è nata l’Associazione “Settimana Santa Delia” guidata ancora oggi dal presidente Fedele Messina. La neonata associazione, forte di uno statuto che norma ogni aspetto concernente la festa pasquale, si propone di continuare, rinnovare, innovare e potenziare questa antichissima tradizione. Così in questi sei anni sono state introdotte e/o recuperate scene e atti che col tempo erano andati persi ed è stato rinnovato radicalmente il vestiario che oggi si presenta come una fedele riproduzione del vestiario del tempo. Uno sguardo quindi al passato, preso a modello e riferimento, per garantire alla festa un futuro sempre più ricco di fascino secondo il credo dell’associazione “Tradizione e innovazione”

 
                        info@settimanasantadelia.com
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